«sarà neurastenia, sarà autosuggestione, sarà effetto della vita forzatamente casta e orribilmente mesta, ma io passo certe ore, meglio certi giorni, in cui mi pare di dover morire»
La tendenza ad ingigantire ogni difficoltà e a percepire il mondo intero come ostile è un motivo ricorrente, come in questa lettera a Maria (1904):
«La posta di Castelvecchio ha torto d’aver tassata la cartolina […] Manda a dire qualche cosa a quei dispettosi cattivi e ingrati: gentaccia! O Mariù, che brutto mondo!»
Traspare in questi atteggiamenti un fondo di infantilismo che forse non è estraneo all’indicazione che Pascoli diede del «fanciullino» come simbolo dell’ispirazione poetica.