domenica 15 giugno 2014

Il «nido»

Questa personalità era stata segnata dal trauma della tragedia familiare, sulla quale il poeta ritornò con insistenza crescente col passare degli anni.

Per tutta la vita Pascoli si sentì un orfano, attanagliato dalla nostalgia per la famiglia perduta; simboleggia la sua poesia nell’immagine ricorrente del «nido», il luogo in cui ci si tiene stretti e caldi, ci si protegge reciprocamente dal mondo esterno: è l’ideale casa contadina patriarcale celebrata nei Poemetti, è un mitico rifugio dove ci si sottrae alle difficoltà, alle responsabilità, alla storia.
Lascia che guardi dentro il mio cuore,
lascia ch’io viva del mio passato;

se c’è sul bronco sempre quel fiore,
s’io trovi un bacio che non ho dato!

Nel mio cantuccio d’ombra romita
lascia ch’io pianga su la mia vita!

                         L’ora di Barga (1900)